Da Genova a Catania, passando per il via.
Attraversando una nazione intera conservando niente.
Allo specchio non ti riconosco, forse ti vedo ma non ti osservo.
Sotto il peso dell'atmosfera la punta delle mie scarpe
e l'unica cosa che cambia è il selciato.
Si può star chiusi in libreria e conoscere il mondo
e perdersi comunque appena fuori del portone.
Si può girare il mondo, calpestarlo tutto e dimenticare poi i nomi delle cose.
Solo voglia di esistere, nessuna ambizione... morde il fegato alla frivolezza.
Al buio, in silenzio ci si ascolta e nel caos ci si ritrova,
sempre vergini illusi e la luce è un giudice che conosce la realtà dei fatti.
Vivere in un angolo, in un anfratto di coscienza senza fame, senza sete o pulsioni di ogni sorta.
Vorrei nei sensi tutta l'arte del mondo
nella gola ogni vino
nella pancia ogni donna che avrei voluto amare
le mani tutte nervi per morire di toccare
mi basterebbe questo (forse troppo)
per smettere di pensare.